La cittadella fortificata di Acaya fa parte del territorio comunale di Vernole.
L'insediamento nacque col nome di Segine, ed il nome di Acaya viene da una famiglia francese di origini greche, giunta in Italia nel '200 con Carlo d'Angiò; nel corso di due secoli la famiglia acquisì il possesso di diversi casali e procedette poi al rafforzamento dei sistemi di difesa del castello e della città.

Il borgo si sviluppa tra il XIV ed il XVI secolo attorno al nucleo fortificato ed ha la forma di un quadrato di circa duecentotrenta metri di lato. La geometria del borgo, una disposizione urbanistica perfetta, è riconducibile all'opera di Gian Giacomo Acaya, architetto militare del '500 che, sotto il regno di Carlo V si occupò di importanti opere di fortificazione e difesa in tutto il regno di Napoli.
All'interno del perimetro murato, le cellule abitative si dispongono su strette vie parallele tagliate ortogonalmente da una strada che porta alla piazza dove sorge la chiesa parrocchiale. Lungo questa diagonale di sviluppo della città, da sud-ovest a nord-est, si succedono il castello, la piazza Castello (una volta piena di fosse frumentarie, colmate dopo l'ultima guerra), piazza G.G. Acaya con la torre campanaria e la parrocchiale, l'ex convento di Sant'Antonio (già dei Minori Osservanti) ed infine vicino allo spigolo di nord-est, vi era una torre colombaia, demolita negli anni tra le due guerre mondiali.

La cinta muraria presenta bastioni su tre dei quattro angoli (al quarto angolo si trova il Castello) ed è caratterizzata dalla presenza di casermette e dei due torrioni circolari ornati da archetti e beccatelli.
Il Castello risale al 1535-36 ed è una struttura trapezoidale collegata con la terraferma attraverso un unico ponte. Il lato Nord del castello, che è anche il limite estremo delle mura, era stato concepito dall'architetto come la zona atta ai servizi essenziali, gestiti dai suoi vassalli, e comprendeva il forno e il mulino.


Castello Castello Castello Porta Campanile Campanile
 
 



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