Galatina è un importante centro del Salento, situato a circa 20 Km. dal capoluogo;
del suo comprensorio fanno parte anche le frazioni di Noha, Collemeto e Santa Barbara.
Cittadina di origine messapica o magno-greca, prosperò sotto i Romani, fu distrutta dai Goti e si riprese con i Bizantini e con i Normanni.

Le porte che circondano la città sono tre: Porta Luce, ad ovest del centro storico, deriva il nome dalla vicina chiesa e santuario della Madonna della Luce, è stata ricostruita nel 1795 e conserva lo stemma della città di Galatina; Porta San Pietro, comunemente detta Porta Nuova, è posta sul lato nord della cinta muraria e anche qui si legge lo stemma della città; infine Porta Cappuccini, realizzata nel 1725 e ripresa nella struttura superiore nel 1803, posta ad est della cinta muraria.

Dal punto di vista dell'architettura ecclesiastica Galatina risulta essere una città ricca di chiese.
La Chiesa Madre è in stile barocco e dedicata a San Pietro e Paolo, Santi Patroni e protettori della città.
Costruita verso la metà del XIV secolo, venne riedificata negli anni 1621-1633, e da Parrocchia venne elevata a Collegiata nel 1664, ripresa successivamente nel secolo seguente fu portata a termine nel 1770. La chiesa, in stile tardo barocco, è costruita in pietra leccese. All'interno si possono notare gli affreschi della volta, del napoletano Vincenzo Paliotti, con alcuni episodi della Vita di S.Pietro, del 1875, e gli splendidi altari in marmo policromo. Pregevoli anche le tele della chiesa e della sacrestia, la statua di S. Pietro in argento e il tesoro delle reliquie e degli arredi sacri.

Porta Luce Porta San Pietro Porta Cappuccini Chiesa Madre

La Basilica di S. Caterina d'Alessandria è stata fatta costruire tra il 1384 e 1391 dal principe di Taranto Raimondello degli Orsini in stile romanico-gotico. La facciata è caratterizzata da tre cuspidi ed un rosone in pietra.
Internamente la chiesa si divide in cinque navate, con le due intermedie adibite ad ambulacri; la grande abside è di forma ottagona.
Le pareti sono ricche di affreschi del '400 realizzati da maestranze di scuola veneta e toscana; da notare sono anche gli arredi sacri in legno ed il tesoro della chiesa.
La Chiesa dell'Addolorata si presenta come espressione del barocco salentino, con due ingressi, e una statua, in pietra leccese, della beata Vergine dell’Addolorata, posta al centro della purissima linea della facciata. L’interno è caratterizzato dalla fastosità del soffitto, a cassettoni, dall'altare maggiore, al centro del quale è collocata la statua lignea dell’Addolorata, con specchi e le tele laterali.
La Chiesa della Beata Vergine della Purità, del secolo XVIII, è annessa all’orfanotrofio-convitto femminile, insieme con il quale essa è stata eretta. La chiesa è di epoca barocca, a pianta ovale.
La Chiesa del Carmine si affaccia sulla cinta muraria ed è sorta nell’ambito del complesso monastico dei Carmelitani (1650), con l’annesso ex-convento, poi Ospedale Civile (l’ordine religioso era stato soppresso agli inizi dell’800). La facciata è movimentata dai decori e dalle statue presenti, mentre all'interno sono da notare il caratteristico Presepe, in pietra leccese (1650), e lo splendido affresco "Foedus Pacis", opera di Agesilao Flora (1915), che orna il soffitto.
La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio è conosciuta anche sotto il titolo della Madonna delle Grazie e risale al XVIII secolo. L’edificio, dalla forma ottagonale schiacciata, è a pianta centrale, con il caratteristico soffitto a cassettoni e la tribuna lignea (1744).
La Chiesa di San Luigi, del XVII-XVIII secolo, si trova nel centro storico e faceva parte del complesso monastico delle Clarisse con il titolo di Madonna dell’Annunziata. La facciata semplice e disadorna è sormontata da una splendida finestra, riccamente intagliata, in pietra leccese; opera, questa, da attribuire quasi certamente al gusto e alla realizzazione plastica del mastro scalpellino Pietro Antonio Pugliese.
Sempre nel centro storico si trova la Chiesa della Santissima Trinità, detta anche "dei battenti", con un ricco altare maggiore e pregevoli tele.
Molto nota è la chiesetta o Cappella di San Paolo, dove ogni anno si riuniscono i "tarantati" che qui danzano sulle note di una musica sfrenata ed incalzante, fino all'esaurimento fisico; un fenomeno, questo, tuttora sospeso tra isterismo e antichi rituali di origine magica.
La Chiesa di San Salvatore o di San Rocco, del XVIII secolo, è di epoca tardo-barocca e di linee sobrie e sede della confraternita laicale di San Rocco.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie o dell'Immacolata, dopo alterne vicende che l'hanno caratterizzata durante la sua esistenza, attualmente è sede della Biblioteca comunale Pietro Siciliani, del civico Museo d’Arte Pietro Cavoti, dell’Archivio storico comunale. E' stata costruita nella prima metà del 1700 su una preesistente chiesa del 1508. La facciata è molto decorata, così come l'interno, caratterizzato da altari, arredi sacri, un pregevole organo e diverse tele.
La Chiesa dello Spirito Santo, ma comunemente denominata chiesa dei Cappuccini, è stata costruita nel XVII secolo; era un tempo collocata in aperta campagna e oggi risulta inglobata nell’abitato cittadino. Internamente è ad una sola navata, con decorazione eseguita a stucco, a riccioli e disegni floreali; gli altari hanno retablo lignei di bella fattura.
Di stampo cinquecentesco, a tre navate, è la Chiesa di Santa Caterina Novella, oggi Parrocchiale di San Biagio, appartenuta al complesso conventuale dell’ordine monastico degli Olivetani. Esternamente in pietra leccese, con portale intagliato, presenta oggi nell'interno la struttura in tufo a vista e la volta maestosa caratterizzata da lunetta e cordoni.
Il Santuario della Madonna della Luce é stata costruita per volontà dell’arcivescovo di Otranto, mons. Adarzo de Santander, nella seconda metà del XVII secolo.
La facciata è lineare, molto sobrio é anche l’interno che contiene, tra l’altro, la seicentesca tela della Madonna del Rosario e alcuni altorilievi in cartapesta. Pregevole l’icona della Madonna della Luce, collocata al posto d’onore sull’altare maggiore, oggetto di continua devozione, soprattutto da parte delle puerpere.

Chiesa dell'Addolorata Chiesa del Carmine Particolare della Chiesa del Carmine Altare della Chiesa del Carmine Chiesa della Anime Sante del Purgatorio Chiesa della Santissima Trinità, detta anche "dei battenti" Particolare della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria

A Galatina sono presenti anche delle Cripte Basiliane: quella di Sant'Anna, in aperta campagna, dalle linee ogivali mediterranee, che si sviluppa quasi completamente sotto il livello del suolo, scavata nella roccia, con un'edicola esterna con icona cinquecentesca in pietra poco distante dalla cripta; quella della Madonna della Grotta, posta fuori le mura, in parte fuori ed in parte scavata nel terreno calcareo-tufaceo della zon;, ed infine quella di Santa Maria della Porta, lontana dal centro abitato, con cupola, a tutto sesto, sormontata da un tamburo.

Per quanto riguarda l'edilizia civile sono diversi i Palazzi e Case di interesse storico: Palazzo Orsini, oggi Palazzo del Comune, col cartiglio in pietra leccese in facciata con l'effige di alcuni Sindaci.
Di inizio 900, è Palazzo Bardoscia, a pianta rettangolare con pregevoli decorazioni e il pavimento a mosaico composto da motivi vegetali e animali. Durante la seconda guerra mondiale diede alloggio al comando della Compagni Antiaerea Tedesca.
Palazzo Mongiò-Calofilippi è un edificio cinquecentesco vicino alla Chiesa Matrice, di cui è il continuamento barocco per la facciata abbellita ad eccezionale balcone posto sopra un bellissimo portale bugnato. Arricchiscono il palazzo un cortile stupendo, i giardini e le scritte sulle architravi di porte e finestre. Attualmente è sede della banca monte dei Paschi di Siena.
Palazzo Arcudi oggi Gaballo è della fine del XVI secolo, con lo stemma mostra un bel portale bugnato ed una proposta di maschere apotropaiche che servivano a cacciare via gli spiriti maligni. Queste sono riproposte sopra lo stemma, in una finestra sul lato destro del portale e all'interno del portale.
Palazzo Del Balzo oggi Micheli-Vergine, di impianto, per una parte, appartenente al XIV secolo (casa a torre), fu anche il palazzo dei feudatari della città all'epoca, come testimonia la presenza dello stemma riprodotto in forma lapidea e replicato nelle pitture della volta del grande salone principale. Annessa al palazzo è la cappella privata dedicata a San Donato.
 




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