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LECCE: Piazza Duomo e i suoi monumenti
la prima pubblicazione della rete culturale

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"LECCE: Piazza Duomo e i suoi monumenti" in VHS e DVD permette una visita della Piazza della Cattedrale di Lecce, degli edifici che la compongono e degli interni della Cattedrale, compresa l’importantissima cripta.
Il commento audio permette un approfondimento storico sulle trasformazioni e i significati artistici e spirituali dei diversi oggetti d’arte di questo capolavoro del barocco leccese.

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Parrocchia SS. Maria Assunta nella Cattedrale di Lecce - tel. 0832.308587
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disponibile in VHS e DVD



Lecce è capoluogo della provincia e centro spirituale, culturale ed economico del Salento.
Le sue origini si perdono nel corso dei millenni, ma, ad attestare la antica importanza, vi sono testimonianze ancora visibili, dell'epoca messapica e romana.
Lecce fu denominata nel corso del tempo l'"Atene delle Puglie" ed anche la "Firenze del Barocco" per la bellezza dei suoi monumenti.
Si dice che la città venne fondata da un discendente di Minosse insieme a Rudiae, di cui rimangono resti di tracciati viari e parti di vasellame. Durante la dominazione dei romani Lecce venne fortificata contro i possibili attacchi degli invasori.
Le testimonianze del periodo romano si possono ritrovare anche nella via che congiungeva Brindisi a Lecce, nei resti del teatro e nell'anfiteatro romano della prima metà del II secolo d.C., che si trovano nel centro cittadino.
L' anfiteatro romano fu scoperto nel 1929 e solo in parte riesumato, ospita nell'estate spettacoli classici ed altre manifestazioni teatrali.

Della originarie quattro porte che racchiudevano la città antica oggi ne rimangono solo tre: Porta Napoli o Arco di Trionfo, la più antica, costruita nel 548 in onore di Carlo V; Porta Rudiae, costruita nel 1703, sormontata dalle statue di S. Oronzo, San Domenico e Santa Irene; Porta San Biagio del XVIII secolo.

Tra i monumenti romanici si ricordano: la Chiesa e il Convento dei SS. Niccolò e Cataldo, all'entrata del cimitero, il cui prospetto venne rifatto con gusto barocco nel XVIII sec.; il Monastero benedettino di S.Giovanni Evangelista, che ospita le suore di clausura; la Chiesetta di S. Maria d'Aurio, del XII sec. Risalgono all'epoca angioina le due torri cilindriche, quella di Belloluogo, che possiede una cappellina riccamente affrescata, e quella del Parco. Tra il Cinquecento ed il Seicento furono realizzate, per ragioni di difesa, strade dritte e mura bastionate dotate di artiglieria. Tra il 1539 ed il 1549 venne costruito il Castello su precedenti fortificazioni normanne. Appartengono al XVI sec. anche magnifici Palazzi tra cui quelli denominati Adorno, Vernazza-Castromediano, Spada, Saraceno ed il Sedile.

Anfiteatro romano Porta Rudiae Porta San Biagio Palazzo Adorno Esempio di architettura civile in pietra leccese Il Sedile

Nel Seicento gli esponenti del patriziato, dell'alta borghesia e del clero fecero erigere costruzioni religiose sempre più belle con la pietra locale, un calcare tenero biancastro o giallognolo e facilmente lavorabile che nell'aria indurisce e assume col passare del tempo un caldo colore dorato.
Dalla sua lavorazione nacquero i monumenti che caratterizzano il barocco leccese, che sovrappone trionfi di fiori, di frutta e di animali esotici, con attenzione verso il gusto del minuzioso e dell'ornato.

Piazza Duomo racchiude al suo interno, come in un abbraccio, la Cattedrale, con il Campanile, il Seminario Arcivescovile, la Biblioteca, il Museo Diocesano e scuola di Scienza Religiose e l'Episcopio (il Palazzo del Vescovo). Nel secolo XVII, demolito il portone di ingresso alla piazza, si relizzano i propilei, quasi invito ad entrare, sostare e gustare della piazza il suo magico fascino artistico.
Il Palazzo del Seminario fu voluto dal Vescovo Michele Pignatelli e realizzato dall'architetto Giuseppe Cino dal 1694 al 1709. Il balcone centrale offre un tocco di originalità: sormontato da archi è arricchito con decorazioni di fiori, frutta e foglie. Dal portone di ingresso si accede ad un'ampia sala decorata da festoni in pietra e quindi all'atrio con grandi arcate.
Il chiostro ha, al centro, un pozzo con festoni ed elementi decorativi in pietra.
Il Museo Diocesano è caratterizzato dalla convivenza tra architetture antiche e moderne, frutto di un restauro che ha creato nuovi spazi espositivi per un patrimonio artistico testimone di una parte importante della società locale.
L'Episcopio, palazzo dimora del Vescovo, realizzato nel 1425 da Mons. Girolamo Guidano, Vescovo di Lecce, fu ampliato dal suo successore Luigi Pappacoda nel 1649, che realizzò anche strutture per l'accoglienza. Il Vescovo Fabrizio Pignatelli nel 1725 lo rese più leggero ed armonioso con un portico con archi e colonne. L'orologio nella parte superiore dell'edificio venne collocato nel 1761 da Mons. Alfonso Sory Carafa.
La Cattedrale venne iniziata nel 1659 per volere del vescovo Luigi Pappacoda. Questa sorse a sostituzione della precedente, edificata nel 1114, parzialmente crollata nel 1230 e definitivamente demolita, perchè pericolosa, nel 1656. La nuova Cattedrale fu eseguita su progetto dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo e nel 1670 fu completata sul tracciato dell'antico tempio, allargata nelle due navate laterali e dedicata a Maria vergine, Assunta in cielo, e fu reintegrato il culto dei SS. Martiri, Patroni della Città e Diocesi. La facciata principale, nascosta allo sguardo di chi si affaccia alla piazza, è piuttosto lineare e presenta due ordini abbelliti da quattro statue: Santi Apostoli Pietro e Paolo, i Vescovi Gennaro e S. Ludovico. A ricordo dell'anno del Giubileo dell'anno 2000 l'Arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi volle arricchire la facciata principale con la monumentale Porta di Bronzo. Di effetto e ricca di decori è la facciata laterale che acquista quasi l'aspetto di un arco trionfale.
L'interno si presenta come una semplice e imponente croce latina a tre navate divise da tre colonne, addossate ad un pilastro e sormontate da archi romanici con transetto. Il soffitto a cassettonato ligneo inatrsiato è abbellito da tele settecentesche di pregevole fattura. L'Altare maggiore dedicato all'Assunta, opera degli artisti napoletani, di marmo "misto Pario", è dono del Vescovo Scipione Sersale, che pose ai due lati di esso lo stemma dei Sersale, e sormontato dal quadro dell'Assunta. Completa l'altare il meraviglioso coro ligneo intarsiato, disegnato dal Manieri nel 1758, e la sontuosa balaustra cromatica in marmi preziosi.
La cripta, restaurata nel 1956, è uno dei monumenti dell'antichità più preziosi e si articola in una croce greca a tre navate, con volte leggere ed ogivali, che poggiano su 92 colonne monolitiche e capitello romanico variamente ornato.
Il Campanile del Duomo fu iniziato dallo Zimbalo nel 1661 su commissione del Vescovo Luigi Pappacoda, in sostituzione di quello crollato insiema alla chiesa nel 1230 e definitivamente demolito nel 1956, e richiese circa ventuno anni di lavoro.

Ingresso a Piazza Duomo Piazza Duomo Seminario Chiostro interno con pozzo Palazzo Vescovile Facciata del Palazzo Vescovile Particolare di decorazione in pietra leccese
 
Cattedrale Particolare della Cattedrale Cattedrale Statua in facciata Interno della Cattedrale Soffitto della Cattedrale con tela Organo Il Campanile

La Colonna di Sant'Oronzo, opera dello Zimbalo, eretta per voto dalla cittadinanza dopo la peste del 1656, è costruita coi rocchi di una delle due colonne limitari della Via Appia a Brindisi e sormontata da una colossale statua del Santo, patrono della città.

La Basilica di Santa Croce colpisce chi la osserva con bellezza della sua facciata. Questa concentra in un unico linguaggio le espressioni artistiche elaborate da diverse generazioni nell'arco di un secolo: Gabriele Riccardi nell'ordine inferiore e Cesare Penna nell'ordine superiore, con integrazioni successive dei due Zimbalo, Francesco Antonio (autore dei portali) e Giuseppe.
La parte superiore della basilica è, nella sua interezza, il simbolo del Barocco leccese; trionfi di fiori e frutta, ghirlande e puttini che lasciano ammirati chi li guarda dal basso.
L'ex Convento dei Celestini fu iniziato nel 1659 e terminato nel 1695. Progettato dallo Zingarello che eseguì solo il primo piano, il secondo piano fu costruito da G. Cino, che è intervenuto anche nel palazzo del Seminario in Piazza Duomo, e C. Penna mentre il quadriportico su colonne fu costruito da G. Riccardi e completato poi da G. Zimbalo.

La Chiesa di San Matteo è un unico esempio di Barocco romano, è caratterizzata da un contrasto di linee tra i due piani della facciata, che si presenta convessa all’entrata e concava al piano superiore.

Altri monumenti del barocco leccese sono la Chiesa di Santa Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante, la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, eretta dai Normanni ma completata con una facciata barocca, e la Chiesa dei Teatini.

Nel 1700 continuò la costruzione di Palazzi con gusto rococò da parte di alcune famiglie patrizie: Balsamo, Bozzicorso, Foscarini, Gorgoni, Palmieri. Nel 1822, di fronte all'Arco di Trionfo, venne innalzato l'obelisco, alto 10 metri, e verso la fine del secolo , abbattute le mura cinquecentesche e colmati i fossati, furono realizzati villini Liberty ed in stile moresco.

Statua di Sant'Oronzo Facciata della Chiesa di Santa Croce Particolare della facciata della Chiesa di Santa Croce Ex Palazzo dei Celestini Particolare della facciata dell'ex Palazzo dei Celestini Chiesa di San Matteo
 
 
 


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