Fondata nel 540, la città subì nel IX sec. la distruzione da parte dei Saraceni, risorse durante il periodo normanno-svevo e nel 1400 venne cinta di mura. Sono stati trovati molti resti arheologici che confermano la presenza, già nel periodo neolitico, dell'uomo e quella di un luogo di culto messapico risalente al VI secolo a. C. , consacrato alla dea Thana.

Il centro storico, rimasto integro e omogeneo, è formato da un agglomerato di piccole abitazioni che si affacciano su stradine di basolato.
L'abitato è dominato da una notevole Torre, alta 28 metri, fatta erigere da Federico II nel 1220, a difesa dell'abitato, come torrione di vedetta e baluardo a difesa della zona dalle frequenti scorrerie piratesche contro il vicino approdo di Porto Cesareo. Essa insieme ad altri fortilizi pugliesi (il castello di Oria, Mesagne e Uggiano Montefusco), rappresentava la punta avanzata del quadrilatero che si incuneava in Terra d'Otranto. La torre ha forma parallelepipeda a base quadrata, con le facce orientate secondo i punti cardinali ed è provvista di merli. All'interno era divisa in 4 piani, con solai lignei intermedi, tipici dell'architettura normanna, che purtroppo sono crollati, mentre si conserva la bella copertura ogivale, con costoloni bicromi, a conci bianchi e scuri alternati ed un camino con coppia di capitelli decorati. Il fossato è scomparso.

Torre Chiesa Matrice Coro ligneo Altare Organo Cupola affrescata


La Chiesa Matrice, che si dice costruita sulle basi di un'altra chiesa preesistente, fu iniziata nel 1589, ma un terremoto nel 1743 la distrusse e fu restaurata nel 1747. L'edificio è sovrastato da due cupole e costituisce un esempio della transizione dal rinascimento al barocco. La facciata è povera di elementi decorativi, così come la facciata laterale di destra, su cui si apre un portone, che, per un certo periodo, servì come ingresso principale, con a lato epigrafi ed un vabassorilievo. Posteriormente, in corrispondenza del coro, l'edificio si poggia sulle case vicine ed è caratterizzato, nella parte alta, da due finestre con volta a botte e dei rosoni. Il lato sinistro della chiesa, caratterizzato anch'esso da un rosone, non è attualmente visibile per le numerose abitazioni che, nel tempo, vi si sono addossate. La costruzione è coperta da due volte: una sopra l'altare maggiore, divisa in otto spicchi e l'altra che fa da copertura al cappellone del SS. Sacramento; queste non sono originali ma ricostruite in seguito al crollo avvenuto nel 1829. Nel 1615 fu costruito il coro ligneo, mentre il pulpito, intagliato nel legno dovrebbe risalire alla prima metà del 1700, così come l'organo, restaurato nel 1950. Quasi tutti gli altari risalgono al XVIII sec.: il più antico è probabilmente quello delle Anime, mentre tra gli altri spicca quello di "S. Rocco", posto sul muro di fondo della navata destra; altare unico nella sua forma, esso è in stucco e racchiude un bassorilievo in cartapesta, opera di Cav. R. Caretta del 1912.

Sulla strada per Nardò sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con attiguo Convento, anticamente dedicata a San Rocco, risalente alla fine del XV sec. Questo edifico si inserì nella costellazione di santuari che punteggiavano la Terra d'Otranto, i quali, collegati mediante una rudimentale rete viaria, costituirono luoghi di richiamo per devoti pellegrini ma anche punti di riferimento per fiere e mercati. La costruzione presenta degli elementi tardo romanici, nonostante la presenza di sovrastrutture barocche. Il chiostro, con colonne poligonali e capitelli di linea semplice, è caratterizzato da volte con settecenteschi affreschi di santi e scene sacre. Un elemento che rimanda a preesistenze è dato dagli archetti del chiostro che poggiano sui muri portanti dell'edificio, che potrebbero essere i resti rivelatori di un antichissimo porticato contiguo alla Chiesa che aveva la funzione di riparare i pellegrini. Altro elemento che indica le stratificazioni avvenute nel corso del tempo sono i diversi strati di intonaco che si notano, sovrapposti, all'esterno dell'edificio. Un tempo meravigliosamente affrescato, il convento di Santa Maria delle Grazie, presenta, in alcuni tratti, parte di quei preziosi dipinti murali, sia all'interno che all'esterno dell'edificio. L'interno è caratterizzato da un'ampia navata unica con copertura lignea a capriate, da un arco di trionfo che si apre sul presbitero, da monofore vetrate laterali.

La Chiesa della Madonna della Consolazione, eletta Parrocchia nel 1957, è legata ad alla tradizione popolare che la vuole costruita sul luogo del ritrovamento di un quadro della Madonna, apparsa in sogno a due contadini.



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