Maglie, grosso centro del Salento, ha un piccola frazione, Morigino.
Maglie nacque attorno al IX secolo dall'unificazione di tre casali vicini: San Basilio, Sant'Eligio, San Vito; più tardi, i greci costruirono tre torri a difesa degli abitanti e la comunità aumentò.

Come testimonianza del popolamento della zona fin dall’antichità rimangono oggi imponenti dolmens e menhirs e antichi reperti paleontologici e paletnologici portati alla luce dalle cave di S. Sidero a nord-ovest del paese, e dal fondo Cattié al km 2 della provinciale Maglie-Cutrofiano.

Per quanto riguarda le testimonianze megalitiche risalenti all'età del bronzo, si ha il Dolmen Canali, sito sulla strada per Collepasso in contrada Monteroni. E' formato da quattro lastre monolitiche che sostengono una lastra di copertura, oggi, purtroppo, rotta.
Il Dolmen Chianca si trova sulla via per Scorrano, ed è formato da tre lastre su cui poggia una lastra di copertura rotta.
Il Menhir Calamauri si trova sulla SS. 16 andando verso Melpignano, in prossimità dei binari della ferrovia locale, è fortemente inclinato ma ben conservato.
Il Menhir Crocemuzza, in contrada Villa Franite, è ben conservato e presenta diverse incisioni a forma di croce.
Infine il Menhir Spruno, situato in prossimità della tratta ferroviaria Bagnolo-Maglie.

Maglie è una cittadina caratterizzata da un dedalo di stradine su cui si affacciano portici, portali, palazzi e chiesette di grande valore artistico.

Molto belle sono la Chiesa Madre del XVII sec., dedicata a San Nicola, col suo alto campanile simile a quello di Lecce e la piccola Chiesa della Madonna delle Grazie che presenta un portale in stile barocco.
Altre chiese degne di nota sono: la Chiesa delle Grazie del 1648; la barocca Chiesa dell'Addolorata; la Chiesa parrocchiale di S.Giuseppe. Da ammirare la Colonna in pietra leccese del XVII sec.

Degno di menzione è il settecentesco Palazzo Capece, in piazza Municipio.

Importante personaggio che nacque e visse a Maglie è Aldo Moro.
Aldo Moro nasce a Maglie il 23 settembre 1916.
La famiglia Moro si trasferisce poi a Taranto, ed è qui che Aldo Moro comincia a frequentare il circolo giovanile cattolico “San Francesco d’Assisi” nella sede di un convento di frati minori.
Nel 1934 la famiglia Moro si trasferisce a Bari, ed Aldo Moro si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, dove sosterrà ventidue esami, e qui cominciano gli anni decisivi della sua vita. Nel 1936 si tiene a Bari il congresso nazionale della FUCI, ed è la prima grande occasione per Aldo Moro di entrare in contatto con i giovani di altre città.
Due anni dopo, con 110 e lode, si laurea in giurisprudenza ed appena sei giorni dopo viene nominato assistente presso la cattedra di diritto penale. Nel 1939 viene chiamato alla presidenza nazionale della FUCI, ed a Roma conoscerà una giovane fucina, Eleonora Chiavarelli, che nel 1945 diventerà sua moglie.
Nel 1942 è chiamato alle armi, seguendo un corso di allievi ufficiali a Palermo. Nel 1943, a Bari, Aldo Moro fonda un giornale “La Rassegna” insieme ad Antonio Amendola, anch’egli giovane avvocato.
Nel 1944 inizia la “carriera” positiva di Aldo Moro, coprendo cariche istituzionali di enorme importanza, stimato ed invidiato come statista.
Nel pieno della sua attività politica, anni del “compromesso storico” grande mediatore, si arriva al 16 marzo del 1978, data della strage di via Fani, del suo rapimento, e della sua tragica fine.

 
Palazzo Capece Casa natale e monumento di Aldo Moro

 


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