Vernole è formata da diverse frazioni (Strudà, Acquarica di Lecce, Pisignano, Acaya, Vaze e le marine di San Cataldo e Torre Specchia) ed è un territorio di straordinario interesse, sicuramente abitato sin dall'età del bronzo, caratterizzato da un ingente patrimonio storico-culturale e dalla presenza delle vaste e perenni paludi di Cesine, oasi naturalistica, affidata recentemente alla tutela del WWF.

Vernole fu fondata nel IX sec. d.C. dagli abitanti dei casali vicini che qui si rifugiarono per sfuggire ai Saraceni. Il territorio comunale conserva testimonianze di insediamenti preistorici: alcune specchie a Vanze, il menhir Aia ad Acquarica di Lecce, il menhir Materdominini a Pisignano ed i pagliari.

Il menhir Mater Domini di Pisignano risale all'epoca preistorica. È un lungo parallelepipedo a base rettangolare, confitto al suolo, con le facce più larghe orientate da nord a sud, come quasi tutti i menhir della provincia di Lecce. Secondo l'opinione più diffusa, questi enormi monoliti hanno un significato religioso o funerario.
Per quanto riguarda le specchie, alcuni studiosi ritengono che si tratti di strutture sepolcrali, altri, di apparati difensivi di età storica cui sono associati anche i paretoni, vale a dire immense muraglie a secco che raggiungono un'altezza di 3 metri ed uno spessore di 6 metri alla base.
Il pagliaro è la più tipica manifestazione architettonica locale. Gli strati di pietre poggiano su uno strato anulare sottostante, restringendosi progressivamente di circonferenza fino a stabilire una apertura minima dove poggia una specie di cupola a forma conica. Per unire le pietre non si usava nessun cemento o malta, ma una pietra che aveva la funzione di martello. Una reale consistenza della popolazione indigena nel neolitico si può individuare, sulla base di resti compositi, in località San Pietro di Acaya, dove vi sono alcune grotte basiliane con tracce di graffiti.
Altra caratteristica del territorio di Vernole è determinata dalla presenza di numerose masserie fortificate, numerosissime sono, inoltre sul territorio, le presenze di antichi manufatti necessari alla trasformazione dei prodotti agricoli: i frantoi ipogei per la spremitura delle olive, i palmenti per la produzione del vino e i molini per macinare i cereali.

La Chiesa Madre di Vernole fu costruita sull'area di un precedente edificio di culto e fu ultimata nel 1730. Il campanile è del 1740. Gli altari furono scolpiti tra il 1731 e il 1748.

La Chiesa di S.Anna fu costruita fra il 1673 e il 1680 con le elemosine dei fedeli di Vernole e con il loro lavoro. È dedicata alla protettrice del paese che si festeggia il 26 luglio.

A Vernole si hanno due colonne: quella di San Nicola e quella di S. Anna, che sarebbe stata terminata nall'anno della ricorrenza del secolo della costruzione della Chiesa di S.Anna, verso la quale la protettrice di Vernole sembra guardare.

La Chiesa della SS. Incoronata è situata a ridosso del cimitero lungo la provinciale Vernole-Acquarica. Edificata tra il 1600 e il 1700 sul luogo dove fu rinvenuta una sacra immagine della Madonna dipinta su pietra.

Oasi Cesine Oasi Cesine Pagliaro Frantoio Chiesa Madre Particolare decorazione Chiesa Madre Chiesa di Sant'Anna Colonna di Sant'Anna Chiesa della SS. Incoronata

La Chiesa della Visitazione è sorta nel XVII secolo, aveva tipologia a capanna e sorgeva fuori dal centro abitato, ma col passare dei secoli venne inglobata nella maglia urbana.
Durante la metà del XVIII secolo la chiesa subì molti cambiamenti, che ne rivoluzionarono completamente l'aspetto. La copertura, causa le frequenti infiltrazioni, venne modificata: tolte le tegole e l'incannicciato, vennero costruite delle volte a vela sorrette da pilastri, che furono accostati alla muratura preesistente. L'altezza della chiesa subì così una modifica in quanto aumentò rispetto alla preesistente. Esternamente i muri perimetrali vennero coperti con la pietra leccese, che fungeva da apparato decorativo, ma solo per le parti che risultavano essere visibili dall'esterno. Sul lato sud è possibile vedere, incisa sulla muratura in pietra leccese, una meridiana. Internamente i muri in pietra di campagna vennero coperti con intonaco, fatta eccezione per i pilastri che vennero anch'essi ricoperti con conci in pietra leccese. Caratteristiche sono le acquasantiere in pietra leccese, che contengono all'interno un piatto di terracotta decorato, in modo che l'acqua non entri in contatto con la pietra degradandola. Il campanile fu modificato con due arcate con rispettive campane.
Internamente si possono notare l'altare con un affresco su tela della Madonna con Bambino, due tele che rappresentano la Visitazione e la Deposizione ed un crocifisso con croce in legno, corpo del Cristo in cartapesta e volto in terracotta. Durante il XIX secolo all'interno della Chiesa della Visitazione si fecero diverse modifiche. Sui tre lati dei pilastri rivestiti con pietra leccese venne eseguita una decorazione sulla pietra stessa, quindi non ad affresco.
Successivamente però sui pilastri vi fu un degrado generalizzato, a causa dell'umidità di risalita e della scarsa aderenza tra pellicola pittorica e  la pietra, si procedette quindi alla stesura di un ulteriore strato di intonaco che coprì sia i pilastri decorati che le pareti intonacate.

A fianco della Chiesa sorge il Calvario, luogo di una forte devozione popolare, in cui sono rappresentati i cinque misteri dolorosi. E' stato voluto dalla Confraternita della "Buona Morte", con autotassazione dei confratelli per recuperare i fondi necessari alla sua costruzione. E' stato realizzato nell'anno 1828. La parte superiore è costituita da pietra leccese e rappresenta i misteri dolorosi di Cristo, in cinque nicchie sovrastate da iscrizioni. All'interno sono poste statue un tempo intonacate. I misteri sono posti in ordine alternato, in modo da avere centralmente l'ultima scena, quella della Crocifissione. La parte sottostante, a cui si accede per una breve scalinata, è costituita da una grotta realizzata con pietre di campagna, contiene una statua di Cristo scolpita in pietra leccese. E' tinteggiata e vuole rappresentare il sepolcro.

Le condizioni della Chiesa della Visitazione e M. Vergine e del Calvario, col passare dei secoli, sono peggiorate sia dal punto di vista statico che materico e delle superfici. Vennero quindi vennero eseguiti diversi lavori di consolidamento a brevi intervalli di tempo, l'ultimo dei quali effettuato negli anni 2000-2001.


Chiesa della Visitazione e Calvario Facciata della Chiesa della Visitazione Interno della Chiesa della Visitazione Campanile Affresco su tela Calvario
 
 



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